corte-marziale

PARTITO PER LA PACE E LA DEMOCRAZIA

Rappresentanza in Europa

14, Place de Londres – 1050 Bruxelles, Tél/Fax : +32 (2) 503 86 19, E-mail : bdp.brussels@skynet.be

Bruxelles, 19 dicembre 2013

INVITO
Elezioni Amministrative del 2014

Mentre si avvicinano le elezioni comunali, le ultime scelte politiche del governo non hanno messo il processo di
pace in condizione di proseguire, sconfessando le promesse fatte dallo scorso ottobre. Il pacchetto di riforme
‘democratiche’ del governo non ha dato soddisfazione ad alcuna delle parti coinvolte, che siano i curdi, gli aleviti
o le altre minoranze etniche. L’insegnamento in madrelingua è disponibile solo in scuole private e a causa dei
costi è inaccessibile alla maggior parte della popolazione. In breve, nessuna delle richieste dei curdi ad oggi ha
avuto risposta.

Queste azioni antidemocratiche hanno alimentato un dissenso sociale in costante aumento nel paese. La volontà
del popolo curdo rimane, ciononostante, uno dei fattori più importanti nella prosecuzione del processo di pace.
Per questo il nostro partito, il BDP, chiede tre diritti fondamentali: il riconoscimento dell’identità curda nella nuova
Costituzione, l’insegnamento in madrelingua e l’autonomia democratica, ovvero il diritto per la regione curda
all’autogoverno.

Inoltre, i curdi chiedono l’abolizione dello sbarramento elettorale del 10% e il rilascio dei prigionieri politici,
compresi deputati, sindaci, politici locali e regionali, giornalisti, avvocati, sindacalisti e studenti.

Tutto è iniziato con la vittoria del BDP nelle elezioni comunali del 2009 e con la sconfitta dell’AKP che sperava di
prendere il controllo di Diyarbakir e di altre grandi città del ‘Kurdistan’. Diversi sindaci e componenti del BDP eletti
sono stati successivamente fermati e incarcerati.

Quasi 5 anni dopo, gli arresti proseguono ancora. Ogni settimana nuovi raid di polizia contribuiscono ad
allungare ulteriormente la lista dei presunti “terroristi”. Secondo gli avvocati migliaia di persone, si stima che
siano 8000, sono state arrestate dall’inizio di quest’inchiesta.

Secondo la maggior parte degli osservatori, il caso KCK è più un regolamento di conti politico che un caso
giudiziario. Il sistema legale e di applicazione della legge funziona sempre per gruppi: sindaci, funzionari della
pubblica amministrazione, componenti di associazioni come quelli dell’IHD, la Lega Turca per i Diritti Umani,
giornalisti dei media curdi, sindacalisti come quelli del KESK, sindacato dei dipendenti pubblici.

Per questo la presenza di osservatori internazionali è della massima importanza per noi, può consentire che
queste elezioni migliorino davvero il processo democratico in Turchia e così prevenire brogli e frodi.

Invitiamo voi e i vostri colleghi a monitorare le elezioni comunali del 30 marzo 2014 in Turchia, per consentire
totale trasparenza e quindi risultati certi.

Contiamo sulla vostra presenza di sostegno dal 21 marzo (Newroz) al 31 marzo 2014 (giorno delle elezioni).
Per piacere, confermate la vostra partecipazione prima del 31 gennaio 2014.

Cordialmente,

Eyyup Doru,
Rappresentante Europeo del BDP

Speak Your Mind

*