Rassegna stampa del 27 marzo 2013

Da www.barbagia.net:

http://www.labarbagia.net/notizie/comunicati-stampa/2669/nuoro-come-consumare-meno-territorio

Da L’Unione Sarda del 27 marzo 2013:

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Da La Nuova Sardegna del 27 marzo 2013:

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Rassegna stampa: Presentazione conferenza Francuccio Gesualdi

Da La Nuova Sardegna del 21/03/2013197171_549158708440514_642553203_n

 

Da Cronache Nuoresi del 21/03/2013:

http://cronachenuoresi.wordpress.com/2013/03/20/fuori-dalla-crisi-oltre-la-crescita/

Fuori dalla crisi oltre la crescita

 

Incontro con Francuccio Gesualdi organizzato dall’Associazione Idea Comune

Creare un nuovo modello economico, sociale e culturale basato sullo sviluppo sostenibile si può. Come? Cambiando gli aspetti farraginosi e negativi del sistema capitalistico attraverso una classe politica e dirigenziale con una coscienza nuova. La formula del cambiamento però non può avvenire in modo astratto ma deve basarsi su presupposti concreti, ovvero, su persone che già stanno attuando questo e portano la loro testimonianza in giro per il mondo. L’associazione culturale lista civica Idea Comune sposa l’obiettivo di attuare ciò e, in collaborazione con il commercio Equo Solidale, ha organizzato per sabato 23 Marzo 2013 alle 18 (presso la Camera di Commercio in via Papandrea) un incontro con Francesco Gesualdi. Chiamato Francuccio da Don Milani perché formatosi nella scuola di Barbiana, “l’economista scalzo” è colui che ha portato avanti lo spirito del sacerdote che insegnò ai propri allievi di guardare con occhio critico la realtà circostante, anche attraverso i giornali e, soprattutto, che le cause e gli effetti del nostro tempo sono dovuti dal binomio inscindibile politica e economia. Su questi presupposti Francuccio Gesualdi è il fondatore e il coordinatore del centro Nuovo Modello di Sviluppo (Vecchiano Pisa), ha promosso il tema del consumo critico come motore di cambiamento della società e del rapporto d’ingiustizia tra Nord e Sud del mondo. Il suo percorso è ricco di battaglie contro le multinazionali.

Il presidente di Idea Comune Stefano Mannironi, assieme al socio e consigliere comunale per la lista civica Alessandro Murgia e altri attivisti, hanno spiegato, oggi in occasione di una conferenza stampa nella loro sede in via Malta, gli argomenti che Gesualdi proporrà ai nuoresi: ecosistema, commercio alternativo, la crisi occupazionale, negazione dei diritti umani, debito del terzo mondo, sfruttamento minorile, creazione di reti locali e potenziamento delle economie locali. Un vademecum di risposte su argomenti che generano la profonda crisi che attualmente stiamo vivendo a livello mondiale. Non si pretende di dare soluzioni ma semplicemente di offrire spunti di riflessione che inneschino cambiamenti in positivo. Un appuntamento da non perdere.

 

«Nell’agro cittadino casco obbligatorio per tutti i cavalieri»

rassegna-stampaDall’Unione Sarda del 10/03/2013

LA PROPOSTA. Idea Comune

«Nell’agro cittadino casco obbligatorio per tutti i cavalieri»

Caschetto obbligatorio per tutti i cavalieri che in occasione di feste sfilano, si esibiscono o partecipano a processioni nell’agro di Nuoro. Per ora solo una proposta. Ad avanzarla la lista civica Idea Comune, che ha presentato una mozione. Iniziativa che trova giustificazione nella cronaca.

GLI INCIDENTI È lunga anche in provincia la lista di cavalieri e amazzoni disarcionati dal loro destriero mentre partecipano a manifestazioni folcloristiche o religiose. Incidenti e tragedie non sono mancati sulla strada del ritorno dal santuario di San Francesco a Lula. Tra gli ultimi episodi è ancora viva nella memoria collettiva la tragica caduta da cavallo (lo scorso settembre) di Gianfranco Spanu, il 27enne di Dorgali, morto nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Francesco. Solo due mesi prima il violento disarcionamento di un allevatore di Sedilo, Gianluca Demurtas, 31 anni. Nel mezzo una sfilza di incidenti meno gravi. Che hanno indotto Idea Comune a chiedere all’assemblea consiliare di prendere provvedimenti.

MOTIVAZIONI «La patologia da trauma cranico-encefalico può determinare la morte, e spesso gravi disabilità motorie, sensoriali, cognitive e comportamentali – recita il testo della mozione – ed è la prima causa di decesso tra i ragazzi in età compresa tra i 15 e i 24 anni, e considerato che le cadute da cavallo in questo senso rappresentano degli importanti fattori di pericolo, e che la prevenzione, cioè riduzione dell’esposizione al rischio, permette di tutelare la vita e le condizioni psicofisiche delle persone senza peraltro limitarne l’azione. Si chiede che il sindaco, la Giunta, e il consiglio comunale si impegnino a regolamentare l’utilizzo degli equidi nel territorio comunale prevedendo che i cavalieri nell’esercizio della guida indossino il casco».

TRADIZIONE La palla ai consiglieri. Ovviamente quando la mozione approderà in aula. Forse non di immediata applicabilità, il nobile intento rischia di andare a cozzare contro la tradizione, soprattutto quando si parla di cortei in costume. «La salvaguardia della salute è più importante dell’uso del copricapo tradizionale durante le sagre e le sfilate – ricorda Idea Comune – non dimentichiamo che stiamo parlando dell’incolumità delle persone, di fronte alla quale siamo chiamati a prenderci le nostre responsabilità».

Francesca Gungui

 

Rassegna stampa del 23/01/2013

rassegna-stampaDa La Nuova Sardegna

Rifiuti, il consiglio dà il via libera alla raccolta privata

Approvata la delibera che indirizzerà il bando da 40 milioni Lapia: è la scelta migliore e più vantaggiosa per i cittadini

di Giovanni Bua
NUORO Il dado è tratto. Il prossimo bando per l’assegnazione del servizio integrato di igiene urbana sarà deciso con un bando pubblico aperto a tutte le società specializzate e abilitate del settore. Scartate le altre ipotesi sul tavolo: la creazione di una nuova società partecipata, e l’affidamento in house del servizio. A deciderlo la delibera d’indirizzo approvata dal consiglio comunale. Approvazione attesa quanto faticosa. Non tanto per il dibattito di ieri nel quale la maggioranza ha fatto valere senza particolari problemi la sua forza, ma per la storia stessa di tutta la vicenda. Iniziata con la sentenza del Tar del 2008 (confermata dal Consiglio di Stato) che ha annullato la precedente gara che affidava la raccolta alla controllata pubblica Nuoro Ambiente. E, andata avanti tra rinvii e polemiche, fino a ieri. Con il servizio ormai in piena zona commissariamento (l’ultima proroga scadeva il 31 dicembre), e il rapporto tra Nuoro Ambiente e Comune ormai incrinato. Anche ieri i dubbi e le punzecchiature, anche in maggioranza, non sono mancati. Con alcuni (Bagiella tra gli altri) che chiedevano il ritorno a una società partecipata dal Comune, altri (Mannironi) che sostenevano la possibilità di un acquisizione in house (magari in rete con i centri limitrofi) del servizio raccolta. Molti (Pirisi sopra tutti) che criticavano il fatto di «cedere ai privati un servizio e un settore strategico». La maggioranza aveva però da tempo fatto la sua scelta. Indicata con chiarezza dall’assessore all’Ambiente Luca Lapia: «Oggi, considerato il quadro normativo, le direttive europee, il contesto in cui ci troviamo ad operare nel quale ogni singola risorsa, soprattutto economica va amministrata con massima attenzione, la scelta più consapevole è quella di una gara a evidenza pubblica con procedura aperta. Per quanto riguarda il controllo del servizio è inoltre la scelta migliore. Lì infatti il Comune può concentrare tutte le sue risorse, senza implicazioni gestionali e senza doversi far carico di nessuno degli oneri posti in capo al gestore in caso di penali o sanzioni. Tenere il servizio pubblico, ancor più se interamente, rischia di essere solo una scelta ideologica. Che ingessa il bilancio e grava pesantemente sul patto di stabilità. Un’amministrazione moderna invece deve cercare la qualità attraverso la chiarezza dei ruoli e dei rapporti. E creare un modello di gestione dove efficienza ed efficacia creino il miglior risultato possibile. E lo facciano con la minor spesa per i cittadini».

 

Da L’Unione Sarda

Nuoro Ambiente, è requiem

COMUNE. Il Consiglio decide il nuovo appalto per la gestione dei rifiuti

Guerra sui numeri della raccolta differenziata

Il requiem alla società Nuoro Ambiente arriva ieri, nel consiglio comunale convocato per decidere sul futuro del servizio della raccolta dei rifiuti in città. In ballo c’è un appalto di peso: 33 milioni di euro in cinque anni. La giunta Bianchi con l’assessore Luca Lapia annuncia il suo orientamento: no alla formula della società mista come succede ora con Nuoro Ambiente, al 51 per cento del Comune. Meglio l’esternalizzazione del servizio, in modo da scindere i ruoli di controllore e controllato. Il Pd, altre volte diviso su questo e altri temi, è sulla stessa linea: le parole di Francesco Murgia confermano il sì alla gara d’appalto.
TENSIONI Prima che in Aula approdi la delibera, c’è una guerra sui numeri della raccolta differenziata: scarti di decimali tra i dati dell’osservatorio provinciale dei rifiuti e quelli del Comune che l’opinione pubblica fatica a cogliere, ma valgono a dare l’idea della forte contrapposizione in atto.
I DATI In Comune i dati ufficiali non coincidono con quelli dell’osservatorio provinciale che fa capo all’assessorato all’Ambiente guidato da Ivo Carboni. Nel 2009 la raccolta differenziata è del 47,9 per cento con 17.564 tonnellate di rifiuti. Raggiunge il 61 per cento nel 2010 con 15 mila tonnellate di rifiuti e si ferma al 60,24 per cento nel 2011 quando i rifiuti prodotti sono 14.520 tonellate. Soglia che garantisce la premialità, erogata per i quattro trimestri del 2011. I rimborsi della Regione sui costi dello smaltimento a Tossilo equivalgono a 280 mila euro.
LE SCELTE Il consiglio comunale deve decidere gli indirizzi futuri del servizio. Atto obbligato dopo la sentenza del Consiglio di Stato che annulla l’appalto del 2008 vinto da Nuoro Ambiente. Opzioni possibili la gara aperta a tutte le società del settore, l’affidamento a una società mista pubblico-privata con la cosiddetta gara a doppio oggetto per la scelta del nuovo partner del Comune oppure la gestione diretta che però – sottolinea Lapia – avrebbe conseguenze pesanti nel bilancio gravando sul patto di stabilità.
POSIZIONI «Ho la convinzione che l’amministrazione debba ricercare la qualità del servizio con la chiarezza dei ruoli evitando la presenza ambigua del controllore e del controllato», dice l’assessore con un evidente riferimento a Nuoro Ambinte. Ma assicura: «Tutti i posti di lavoro saranno salvaguardati». Francesco Murgia del Pd apre il dibattito e rilancia la proposta: sì all’esternalizzazione. Dall’opposizione il primo attacco è di Stefano Mannironi che nella sua ultima seduta da consigliere e capogruppo di Idea Comune (si dimette per rispetto agli impegni di inizio mandato) richiama l’esito referendario perché i servizi essenziali restino in mani pubbliche, anziché private.
Marilena Orunesu