SCUOLA FORESTALE A NUORO: NO AD ALTRO CEMENTO NELL’AREA VERDE DI SU PINU! RECUPERIAMO L’ESISTENTE!

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Mentre diversi esponenti politici di Nuoro, tra i quali il sindaco Andrea Soddu, ribadiscono il loro “SI” alla costruzione della scuola forestale nell’ex Vivaio di Su Pinu, noi di IdeaComune perseveriamo nel proporre delle soluzioni alternative.

Siamo certamente favorevoli all’istituzione di un polo di eccellenza in materia ambientale e forestale ma vorremmo che gli stessi esponenti politici innanzitutto spiegassero ai nuoresi come dovrebbe operare la scuola forestale: che tipo di attività si svolgeranno al suo interno, con quale frequenza (tutti i giorni dell’anno o solo per brevi periodi o addirittura per pochi giorni), se soltanto per i corsi di aggiornamento per operatori e guardie forestali oppure anche per attività rivolte al pubblico. Anche se si dovesse accertare che l’uso costante e assiduo della nuova struttura possa giustificare un costo così elevato per la sua realizzazione (10 milioni di euro), siamo da sempre convinti che la costruzione della Scuola nell’ex Vivaio di Su Pinu sia una scelta assolutamente inopportuna e non condivisibile. Perché le priorità alle quali dovrebbe tendere l’azione virtuosa di un ente pubblico dovrebbero essere quelle di recuperare le strutture esistenti e inutilizzate della nostra città, ridurre il consumo di suolo, ottimizzare le risorse economiche e favorire lo sviluppo concreto di sinergie tra enti, istituzioni, ricerca, università e cittadini.

Questi da sempre sono anche gli obiettivi raggiungibili di Idea Comune, non certo la cementificazione dell’ex Vivaio (che potrebbe diventare un parco cittadino) ma piuttosto, ad esempio, il recupero dell’ex Artiglieria di viale Sardegna. Infatti, utilizzando un unico finanziamento, si potrebbero recuperare tutti gli edifici esistenti sull’area dell’ex-Artiglieria e in pieno centro della città si potrebbe realizzare un polo di eccellenza ambientale con spazi, aule, mense e servizi in condivisione tra Scuola Forestale, Campus Universitario e di ricerca e Parco Urbano aperto alla città. E l’area dell’ex-Artiglieria diventerebbe un luogo unico, meraviglioso: è un’occasione imperdibile!

Se invece la Scuola Forestale non dovesse avere l’esigenza di grandi spazi per servizi o laboratori specifici, si potrebbe utilizzare allo scopo la struttura dell’ex Convento delle Carmelitane: 2.400 metri quadrati e quasi un ettaro di cortile, una struttura di proprietà comunale che sarebbe dovuta essere utilizzata come sede universitaria ma che, di fatto, non è mai stata aperta. L’attuale amministrazione ha recentemente cercato di vendere lo stabile dell’ex Convento per 4 milioni di euro, ma nessuno ha voluto acquistarla. Un immobile a un passo dalla bellissima area verde di Tanca Manna, parco da sempre sottoutilizzato, sicuramente da riqualificare, e che da qualche anno è faticosamente valorizzato soltanto nella parte archeologica.

In via alternativa la Scuola Forestale potrebbe essere ubicata presso l’ex Scuola Elementare ed ex Istituto d’Arte di via Collodi (circa 2.500 metri quadrati), preso atto del fatto che anch’essa è stata messa all’asta per 1,5 milioni di euro senza che nessuno abbia mostrato interesse ad acquistarla.

Se l’Amministrazione di Nuoro riuscisse a convincere la Regione ad acquistare una di queste strutture da troppo tempo inutilizzate, si avrebbe un beneficio immediato nel bilancio del Comune e si eviterebbe un ulteriore consumo di suolo pubblico.

Perché altro cemento, quando ci sono molte strutture comunali che vanno in rovina e che sono destinate a divenire un vero e proprio “buco di bilancio” per la nostra città?

USI CIVICI DEI NUORESI: CHE COSA SUCCEDE?

IMG_7341La legge regionale 12 del 1994 definisce gli Usi Civici nel modo seguente: “Gli usi civici, intesi come i diritti delle collettività sarde ad utilizzare beni immobili comunali e privati, rispettando i valori ambientali e le risorse naturali, appartengono ai cittadini residenti nel Comune nelle cui circoscrizioni sono ubicati gli immobili soggetti all’uso”.

Ma nonostante la legge regionale, a Nuoro gli Usi Civici sembrano essere diritto esclusivo di pochi e la norma viene ripetutamente e irrimediabilmente violata! Accade, infatti, che proprio chi dovrebbe vigilare sulle Terre Collettive dei nuoresi, in realtà consente lo scempio delle stesse!

Spieghiamo le cose in concreto.

Le terre di Nuoro destinate a Uso Civico, ubicate nella zona di Pratosardo, corrispondevano prima del 2010 a circa 700 ettari. Le sdemanializzazioni del 2010 per la realizzazione dell’area industriale di Pratosardo hanno fatto perdere 180 ettari di terre collettive; sono così rimasti circa 500 ettari destinati a Usi Civici sui quali però è stata costruita, tra le tante opere, addirittura una caserma militare! Poiché siamo certi che la caserma di Pratosardo sia stata costruita su Terre Civiche, chiediamo alcuni chiarimenti all’attuale amministrazione come già facemmo alla precedente: come e quanto la destinazione militare è compatibile con gli Usi Civici? È stato acquisito il necessario nulla osta paesaggistico per la realizzazione di edifici così impattanti su un territorio vincolato?

Come se non bastasse, l’Amministrazione Comunale ha dato il via nei giorni scorsi ai lavori di realizzazione di un secondo ecocentro nell’area di fianco alla stazione di trasbordo dei rifiuti dell’ex Mattatoio di Pratosardo. Purtroppo anche questa nuova struttura comunale ricade all’interno dei 500 ettari di Usi Civici residui e ancora una volta in violazione alla destinazione delle Terre Collettive. E siamo persino al paradosso: realizziamo un nuovo ecocentro su Usi Civici, con vincolo paesaggistico, che si aggiungerà all’ecocentro realizzato da anni a Funtana Buddia e mai utilizzato!

Ma non finisce qui. Nel 2014, in seno a una procedura fallimentare, è stato venduto a un imprenditore privato un complesso edilizio comprensivo di due ettari di terra localizzati all’uscita di Nuoro, in direzione della SS131, in precedenza sede di una latteria sociale. L’immobile fu realizzato su terreni già sottoposti al vincolo di Uso Civico – molto probabilmente nell’inconsapevolezza della cooperativa – che sussiste ancora oggi; tanto che lo stesso immobile, così come la caserma e l’ecocentro, risulta inserito nell’Inventario Regionale degli Usi Civici! Di recente in quest’area sono stati avviati dei lavori che come riporta il cartello di cantiere sarebbero rivolti alla “Ristrutturazione interna con variazione prospettica locali commerciali e magazzini-depositi”. In realtà, un semplice sopralluogo nell’area interessata dalle opere, situata nelle immediate vicinanze della pineta di Ugolio, dimostra come si stanno realizzando dei lavori di sbancamento e riporti a dir poco “enormi”, ai quali si aggiunge il taglio di diverse decine di alberi di pino (tagli che sono stati autorizzati), finendo con alterare i pendii e il compluvio naturale di una porzione di territorio sottoposto a tutela paesaggistica. Noi di Idea Comune ci chiediamo come sia stata possibile la vendita di un terreno gravato dall’Uso Civico e come possa essere stata autorizzata la realizzazione dei suddetti lavori

 

su terre destinate a Uso Civico nonostante i divieti stabiliti dalle Norme Tecniche del Piano Urbanistico Comunale. Ci chiediamo inoltre per quale ragione sia stato disatteso il diritto di legnatico a vantaggio dei cittadini nuoresi sulle piante interessate dal taglio.

A nostro avviso, la responsabilità di tutte queste violazioni è in parte da attribuire all’errata perimetrazione degli Usi Civici riportata nella cartografia del nuovo Piano Urbanistico, nonostante Idea Comune avesse denunciato, proprio durante la discussione sul PUC in consiglio comunale, la manifesta svista in cui era incorsa la vecchia amministrazione. In questa perimetrazione completamente errata, l’ex area militare di Pratosardo, l’ex mattatoio e l’ex latteria sociale, come per incanto non sono state reinserite fra le terre destinate a Uso Civico. Tutto questo in palese violazione della determinazione regionale di accertamento del 2005 e dell’Inventario degli Usi Civici approvato dalla Regione Sardegna!

A questo punto, considerato che il territorio di proprietà dei nuoresi si sta “volatilizzando”, vorremmo sapere dagli enti preposti al controllo se ciò che si sta realizzando in diverse aree di demanio civico nuorese sia o meno regolare; chiediamo inoltre maggiore chiarezza e trasparenza da parte dell’Amministrazione Comunale, giacché molte di queste opere sono volute e sostenute proprio dall’Ente Municipale, il quale, di recente ha annunciato la ripresa dei lavori rivolti alla conclusione della Caserma di Pratosardo.

In realtà, esistono delle alternative possibili per molte delle “cattedrali nel deserto” lasciateci dalle scelte non proprio azzeccate delle amministrazioni precedenti, che possono diventare delle soluzioni per alcuni dei problemi irrisolti della nostra comunità. La nuova caserma di Pratosardo, ad esempio, potrebbe avere una diversa destinazione accogliendo la sede della Scuola forestale e di Protezione Civile, ma anche il Centro Studi della Sardegna sulle Terre Civiche, che ha sede proprio a Nuoro!!! Questa destinazione sarebbe senza dubbio più compatibile con il patrimonio naturale collettivo sulla quale insiste la caserma, ed eviterebbe al tempo stesso che venga gettato altro cemento nell’ex Vivaio di Su Pinu, dove la Regione Sardegna vorrebbe realizzare la Scuola Forestale con un finanziamento di circa 10 milioni di euro.

Come cittadini, i veri e unici proprietari delle Terre Civiche, auspichiamo che sia dato avvio alla redazione del “Piano di valorizzazione delle Terre Civiche Nuoresi” e del “Regolamento di gestione” – secondo quanto previsto dalla Legge Regionale 14 marzo 1994, n. 12 – e che questi siano condivisi con la cittadinanza. Soprattutto, esigiamo che le Terre Civiche siano considerate in pieno proprietà della collettività, e che si evitino altri soprusi, accaparramenti e nuove illegittime “chiudende”.

SCUOLE PUBBLICHE E MENSE: ATTENDIAMO FIDUCIOSI

mensaDa circa un mese sono scaduti i termini d’iscrizione alle scuole materne pubbliche (22 febbraio 2016) e mancano solo quattro mesi alla chiusura dell’anno scolastico; nel frattempo, l’amministrazione comunale non ha fatto sapere ancora niente alle famiglie nuoresi a proposito della modifica del costo della mensa scolastica per l’anno 2016-2017. E all’orizzonte non s’intravede alcuna proposta di modifica del regolamento comunale sulla “GESTIONE MENSA SCOLASTICA SCUOLA PER L’INFANZIA”.

Nel mese di settembre 2015, l’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Nuoro ha manifestato tramite un semplice “avviso” la volontà di modificare il costo delle mense delle scuole materne cittadine in base all’ISEE di ogni nucleo familiare. La lista civica Idea Comune, pur condividendo l’intento d’equità sostanziale dell’“avviso, ha denunciato immediatamente i seguenti vizi procedurali rilevanti:

  • le gravi irregolarità nell’iter commesse dall’amministrazione, poiché il costo della mensa non si può modificare con un semplice “avviso”, ma può essere rettificato soltanto con una delibera del Consiglio Comunale che modifichi il regolamento vigente in materia, (“GESTIONE MENSA SCOLASTICA SCUOLA PER L’INFANZIA”,approvato con deliberazione pubblicata il 16.9.2013);
  • l’iniquità della modifica delle tariffe ad anno scolastico già iniziato, mettendo così davanti al fatto compiuto le famiglie nuoresi che avevano iscritto i propri bambini alle scuole pubbliche;
  • l’intenzione dell’Amministrazione di definire le fasce di reddito soltanto dopo aver ricevuto i modelli ISEE da parte delle famiglie, una procedura davvero “singolare” e contraria alle fondamentali regole della trasparenza.

Preso atto dei vizi procedurali, alcune settimane dopo l’“avviso” è stato ritirato e l’assessore competente ha dichiarato che la novità annunciata sarebbe stata applicata nel successivo anno scolastico (2016-2017). Ricordiamo che il suddetto Regolamento, all’art. 6 recita: “L’Amministrazione Comunale, conformemente alla normativa vigente, mediante provvedimento della Giunta Comunale, stabilisce la quota di compartecipazione al costo del servizio mensa scolastica da richiedere alle famiglie degli aventi diritto. Tale quota di compartecipazione è comunicata dall’Ufficio Pubblica Istruzione al Dirigente dell’Istituto Comprensivo, che provvede a informare le famiglie all’atto dell’iscrizione dei bambini alla scuola dell’infanzia…”, per cui la quota di compartecipazione dell’Amministrazione al servizio mensa andrebbe stabilita addirittura prima dell’apertura delle iscrizioni, nel mese di gennaio, in modo che i Dirigenti Scolastici possano informare le famiglie dei costi.

Ma nessuna delibera di Giunta è stata emanata prima dell’atto delle iscrizioni dei bambini, per cui le famiglie che hanno già iscritto i loro figli alle scuole materne pubbliche non potranno che pagare il costo di € 2,71 come gli anni precedenti. Ci chiediamo però cosa stia aspettando la Giunta Comunale a stabilire regole chiare e più eque per l’importante servizio della mensa. Pretendiamo una maggiore trasparenza nei confronti delle famiglie, il rispetto dei tempi e delle regole amministrative e del ruolo del Consiglio Comunale!

 

Sempre sul tema scuola, alcuni genitori ci hanno segnalato l’inadeguatezza del Comune di Nuoro riguardo all’agevolazione del “VOUCHER BABY SITTING-ASILI NIDO”, che permette a chi rinuncia al congedo facoltativo di avere un contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati. I responsabili dell’ufficio comunale competente hanno comunicato ai genitori di non poter fornire adeguate informazioni a causa della carenza dell’organico! A questo disservizio, gli utenti sommano una disinformazione disarmante: sia gli stessi addetti comunali che quelli dello sportello INPS di Nuoro hanno comunicato ad alcuni genitori che non avrebbero il diritto di beneficiare del bonus poiché il Comune di Nuoro non è accreditato al servizio!!! Per cercare di capire, noi di Idea Comune ci siamo messi in contatto direttamente con il call center dell’INPS dove ci è stato detto che il Comune non deve procedere ad alcun accreditamento (!) e che i genitori devono presentare una semplice domanda per poter usufruire del contributo. Chi ha ragione? Nel frattempo numerose famiglie hanno perso la possibilità di ricevere il rimborso. Posto che le domande per il VOUCHER saranno accolte dall’INPS fino ad esaurimento delle risorse (che quest’anno ammontano a 20 milioni di euro) e che per quest’anno è possibile inviare le domande fino al 31 dicembre 2016, perché l’Assessore competente non chiarisce la questione definitivamente in modo che i genitori possano avere certezza sui loro diritti? È normale che l’Amministrazione non si attivi per ripristinare l’organico insufficiente di un servizio fondamentale come quello svolto dall’Ufficio Nidi?

Le famiglie nuoresi attendono fiduciose delle risposte che siano rapide, efficienti e soprattutto chiare.

FLOP EX ESIT: I CONTI CHE NON TORNANO

Nuoro_ExEsit-300x200Con la presente comunicazione intendiamo puntualizzare alcuni aspetti di una nostra nota del 15 gennaio scorso, nella quale abbiamo portato all’attenzione dei cittadini il mancato finanziamento da parte della RAS del progetto dell’ex hotel ESIT del Monte Ortobene che l’attuale amministrazione di Nuoro intende destinare a “centro benessere”.

A questa nostra nota, che criticava più che altro il metodo seguito dalla Giunta nel portare avanti il progetto, hanno risposto prima l’assessore ai Lavori Pubblici e poi tre consiglieri di maggioranza, che senza mezzi termini ci accusano di dire “fandonie” e di “non aver neppure letto il bando”.

In realtà quello che noi non abbiamo mai visto è il PROGETTO stesso dell’ex ESIT che la Giunta Comunale non ha voluto presentare alla città, andando avanti “in solitaria” senza neppure discuterlo in Consiglio. Il risultato è che il progetto ha ottenuto un punteggio di soli 34/100, classificandosi al 52° posto,

(http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_19_20160114130317.pdf),

quando saranno finanziati i primi ventuno progetti della graduatoria.

Noi però il bando l’abbiamo letto e sappiamo fare bene i conti. Li rifacciamo insieme?

Su “L’Unione Sarda” del 16 gennaio l’assessore, evidentemente deluso dall’esito del bando, afferma che “il Comune presenterà ricorso” per ottenere “il riconoscimento di 20 punti in modo da portare il progetto tra i primi sette”. Tuttavia, sommando i 20 punti di un eventuale ricorso accolto ai 34 punti già raggiunti, il progetto di Nuoro arriverebbe “soltanto” al 24° posto, a pari merito con il Comune di Curcuris, non certo al settimo come paventato dall’amministratore! Sempre che anche altri comuni non presentino ricorsi…

Non basta. In una seconda replica pubblicata il 17 gennaio sui quotidiani locali, l’assessore e i tre consiglieri non parlano più di “ricorso”, piuttosto di “delucidazioni” da richiedere alla RAS perché secondo loro c’e stato un “differente trattamento da parte della Regione” che non ha incluso i beni ex ESIT tra quelli a cui è concessa una premialità di 20 punti. Un’ingiustizia nei confronti del progetto dell’Amministrazione di Nuoro? Assolutamente no, perché il bando è davvero MOLTO CHIARO e i punti di premialità risultano da alcuni CRITERI fondamentali per l’assegnazione dei finanziamenti. http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_422_20151118095313.pdfIl bando dice infatti che i 20 punti di premialità sono concessi al recupero di immobili ex FDS, ex ISOLA, ex AGRIS, ex LAORE, saline o zone umide; i beni ex ESIT non compaiono in questo elenco e non beneficiano di nessuna premialità!

http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_422_20151118095313.pdf

Lo dice il bando, mica noi. E allora ci chiediamo: ma questo criterio discriminante, il Comune di Nuoro non avrebbe dovuto conoscerlo prima di “progettare” un centro benessere in una struttura che non avrebbe avuto alcuna premialità? E ora si va a parlare di ricorsi e di chiarimenti? Cosa pensare? Che gli amministratori non abbiano letto il bando prima di impegnare risorse del Comune nella progettazione? Oppure che lo abbiano mal interpretato?

Il dubbio resta. Perché in fase di sviluppo di idee si sarebbe potuto puntare su altre premialità previste dal bando, ma purtroppo ormai fuori della portata del progetto del Comune di Nuoro. Come i 25 punti assegnati ai progetti presentati da Unioni o Associazione di Comuni.

Riassumendo, la situazione del progetto dell’amministrazione di Nuoro in fase di presentazione del progetto alla RAS era questa:

– contiene bene ex ESIT non beneficiario di premialità = 20 punti persi;

– non è incluso in associazioni di Comuni = 25 punti persi.

Di conseguenza, poiché il progetto ex ESIT poteva ottenere almeno 55 punti (100 meno i 45 persi), ci piacerebbe conoscere in base a quali valutazioni la RAS gliene abbia attribuito soltanto 34!!! Gli amministratori dicono che “non ha assunto rilevanza il contenuto del progetto”, il che è palesemente falso! Anche perché nel bando alla voce “Completezza e qualità della proposta” sono attribuiti un massimo di ben 25 punti. Fine dei conti.

Noi ribadiamo la nostra convinzione che un centro benessere al monte sia un progetto perdente oltre che fortemente menomato dalla presenza di un inquinamento elettromagnetico elevato e da prendere in considerazione.

Potranno mai i cittadini prendere visione del progetto? Perché al di là di questi conteggi, che potrebbero cambiare fra ricorsi e “delucidazioni”, il punto che ci interessa è un altro: questo risultato mediocre della Giunta si sarebbe potuto evitare o perlomeno attenuare se il progetto fosse stato condiviso con la cittadinanza: almeno si sarebbe potuto collaborare per interpretarlo al meglio, per migliorarlo, magari sarebbe nata qualche idea meglio calata nel territorio senza per forza coinvolgere l’ex hotel ESIT. Idea Comune, ad esempio, una proposta l’avrebbe avanzata: il Comune di Nuoro avrebbe potuto fare rete con i comuni di Orani, Oniferi, Orotelli, Illorai, Bolotana, Silanus, Bortigali, Birori, Macomer, per il recupero di tutte le stazioni e i caselli ferroviari della linea che da Nuoro arriva fino alla stazione di Macomer, creando un progetto ad altissimo interesse archeologico e naturalistico. Gli immobili sarebbero potuti essere affidati a cooperative e associazioni per fornire servizi turistici a escursionisti, ciclisti, motociclisti, i quali, come ben sappiamo, sono presenti in numero crescente sulle nostre strade provinciali. È solo un esempio, ma questa idea avrebbe SENZA DUBBIO incassato 45 punti di premialità già in partenza!

Purtroppo invece, quelle azioni di democrazia partecipata che tanto piacerebbero anche a Idea Comune e che sono parte persino del programma elettorale dell’attuale amministrazione, rimarranno utopia se la “nuova” giunta non cambierà presto metodo e pratica rispetto al passato: basterebbe coinvolgere i cittadini e il Consiglio Comunale, accettando umilmente critiche, obiezioni e proposte di tutti coloro che lavorano per il bene della comunità.