USI CIVICI DEI NUORESI: CHE COSA SUCCEDE?

IMG_7341La legge regionale 12 del 1994 definisce gli Usi Civici nel modo seguente: “Gli usi civici, intesi come i diritti delle collettività sarde ad utilizzare beni immobili comunali e privati, rispettando i valori ambientali e le risorse naturali, appartengono ai cittadini residenti nel Comune nelle cui circoscrizioni sono ubicati gli immobili soggetti all’uso”.

Ma nonostante la legge regionale, a Nuoro gli Usi Civici sembrano essere diritto esclusivo di pochi e la norma viene ripetutamente e irrimediabilmente violata! Accade, infatti, che proprio chi dovrebbe vigilare sulle Terre Collettive dei nuoresi, in realtà consente lo scempio delle stesse!

Spieghiamo le cose in concreto.

Le terre di Nuoro destinate a Uso Civico, ubicate nella zona di Pratosardo, corrispondevano prima del 2010 a circa 700 ettari. Le sdemanializzazioni del 2010 per la realizzazione dell’area industriale di Pratosardo hanno fatto perdere 180 ettari di terre collettive; sono così rimasti circa 500 ettari destinati a Usi Civici sui quali però è stata costruita, tra le tante opere, addirittura una caserma militare! Poiché siamo certi che la caserma di Pratosardo sia stata costruita su Terre Civiche, chiediamo alcuni chiarimenti all’attuale amministrazione come già facemmo alla precedente: come e quanto la destinazione militare è compatibile con gli Usi Civici? È stato acquisito il necessario nulla osta paesaggistico per la realizzazione di edifici così impattanti su un territorio vincolato?

Come se non bastasse, l’Amministrazione Comunale ha dato il via nei giorni scorsi ai lavori di realizzazione di un secondo ecocentro nell’area di fianco alla stazione di trasbordo dei rifiuti dell’ex Mattatoio di Pratosardo. Purtroppo anche questa nuova struttura comunale ricade all’interno dei 500 ettari di Usi Civici residui e ancora una volta in violazione alla destinazione delle Terre Collettive. E siamo persino al paradosso: realizziamo un nuovo ecocentro su Usi Civici, con vincolo paesaggistico, che si aggiungerà all’ecocentro realizzato da anni a Funtana Buddia e mai utilizzato!

Ma non finisce qui. Nel 2014, in seno a una procedura fallimentare, è stato venduto a un imprenditore privato un complesso edilizio comprensivo di due ettari di terra localizzati all’uscita di Nuoro, in direzione della SS131, in precedenza sede di una latteria sociale. L’immobile fu realizzato su terreni già sottoposti al vincolo di Uso Civico – molto probabilmente nell’inconsapevolezza della cooperativa – che sussiste ancora oggi; tanto che lo stesso immobile, così come la caserma e l’ecocentro, risulta inserito nell’Inventario Regionale degli Usi Civici! Di recente in quest’area sono stati avviati dei lavori che come riporta il cartello di cantiere sarebbero rivolti alla “Ristrutturazione interna con variazione prospettica locali commerciali e magazzini-depositi”. In realtà, un semplice sopralluogo nell’area interessata dalle opere, situata nelle immediate vicinanze della pineta di Ugolio, dimostra come si stanno realizzando dei lavori di sbancamento e riporti a dir poco “enormi”, ai quali si aggiunge il taglio di diverse decine di alberi di pino (tagli che sono stati autorizzati), finendo con alterare i pendii e il compluvio naturale di una porzione di territorio sottoposto a tutela paesaggistica. Noi di Idea Comune ci chiediamo come sia stata possibile la vendita di un terreno gravato dall’Uso Civico e come possa essere stata autorizzata la realizzazione dei suddetti lavori

 

su terre destinate a Uso Civico nonostante i divieti stabiliti dalle Norme Tecniche del Piano Urbanistico Comunale. Ci chiediamo inoltre per quale ragione sia stato disatteso il diritto di legnatico a vantaggio dei cittadini nuoresi sulle piante interessate dal taglio.

A nostro avviso, la responsabilità di tutte queste violazioni è in parte da attribuire all’errata perimetrazione degli Usi Civici riportata nella cartografia del nuovo Piano Urbanistico, nonostante Idea Comune avesse denunciato, proprio durante la discussione sul PUC in consiglio comunale, la manifesta svista in cui era incorsa la vecchia amministrazione. In questa perimetrazione completamente errata, l’ex area militare di Pratosardo, l’ex mattatoio e l’ex latteria sociale, come per incanto non sono state reinserite fra le terre destinate a Uso Civico. Tutto questo in palese violazione della determinazione regionale di accertamento del 2005 e dell’Inventario degli Usi Civici approvato dalla Regione Sardegna!

A questo punto, considerato che il territorio di proprietà dei nuoresi si sta “volatilizzando”, vorremmo sapere dagli enti preposti al controllo se ciò che si sta realizzando in diverse aree di demanio civico nuorese sia o meno regolare; chiediamo inoltre maggiore chiarezza e trasparenza da parte dell’Amministrazione Comunale, giacché molte di queste opere sono volute e sostenute proprio dall’Ente Municipale, il quale, di recente ha annunciato la ripresa dei lavori rivolti alla conclusione della Caserma di Pratosardo.

In realtà, esistono delle alternative possibili per molte delle “cattedrali nel deserto” lasciateci dalle scelte non proprio azzeccate delle amministrazioni precedenti, che possono diventare delle soluzioni per alcuni dei problemi irrisolti della nostra comunità. La nuova caserma di Pratosardo, ad esempio, potrebbe avere una diversa destinazione accogliendo la sede della Scuola forestale e di Protezione Civile, ma anche il Centro Studi della Sardegna sulle Terre Civiche, che ha sede proprio a Nuoro!!! Questa destinazione sarebbe senza dubbio più compatibile con il patrimonio naturale collettivo sulla quale insiste la caserma, ed eviterebbe al tempo stesso che venga gettato altro cemento nell’ex Vivaio di Su Pinu, dove la Regione Sardegna vorrebbe realizzare la Scuola Forestale con un finanziamento di circa 10 milioni di euro.

Come cittadini, i veri e unici proprietari delle Terre Civiche, auspichiamo che sia dato avvio alla redazione del “Piano di valorizzazione delle Terre Civiche Nuoresi” e del “Regolamento di gestione” – secondo quanto previsto dalla Legge Regionale 14 marzo 1994, n. 12 – e che questi siano condivisi con la cittadinanza. Soprattutto, esigiamo che le Terre Civiche siano considerate in pieno proprietà della collettività, e che si evitino altri soprusi, accaparramenti e nuove illegittime “chiudende”.

Lettura mattutina: azioni virtuose del Comune di Bologna.

Lettura Mattutina: Azioni virtuose del Comune di Bologna.
Anche qui Una breve premessa: nel marzo 2012 Idea Comune deposita Una mozione su ONU Progetto di Sperimentazione Analogo, anche questa mozione (vedi articolo sotto su utilizzo degli Immobili vuoti e inutilizzati) Nel Rimane Cassetto della Presidenza del Consiglio per Più di un anno, Nel maggio 2013 arriva in Consiglio e, al Termine Di Una Discussione Che rasenta la presa in giro Nei Nostri Confronti, Vienne respinta.

Per Darvi Un’idea Sulla Consapevolezza della materia da Parte di chi Amministra, Ecco cosa dichiarò il consigliere Soddu, attualmente “Salito di Grado” being Oggi Assessore alla Programmazione:

“… Non nascondo, cari Consiglieri, pur capendo il sottile nobile e lo spirito della mozione, il Che E Quello finalizzato al riciclaggio, correttissimo, il Rifiuto diventa Una Risorsa, non nascondo lo stupore Che ho provato Nel leggere la mozione e cercare di argomentarla, in virtu del also that Sono padre fresco e ho Consumato Quei tre
anni, ho Fatto budget il mio, ho contabilizzato Quello che PUÒ Essere il rapporto di tra l’economia e il risparmio Che avremmo -fortunatamente non ABBIAMO affrontato this Scelta – ma ho Pensato davvero Quanto avrei potuto risparmiare e Quanto mi sarebbe Costato in fatica per non AGGIUNGERE in disagio.
mi viene da Pensare: se esistono i panni da riciclare in Casa che consentano la Conservazione Nel Trasporto.
mi viene da Pensare: se Devo andare al mare devo Avere la borsa frigo per conservare il panno Che poi porterei … e Una meccanica, ho studiato Una specie di pellicola Che probabilmente non Sono riuscito a ricucire Nei vari cortometraggi e comunque ho provato grande Difficoltà ad Immaginare Una Gestione, seppure nobile, nell ‘Impiego dei pannolini riciclabili.
Mi sono spinto Fino ad Entrare su internet per Capire Se davvero ci fossero delle PERSONE Capaci di gestire QUESTE Situazioni. … “

Tristemente, vi auguriamo buona Lettura.

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2015/5-gennaio-2015/pannolini-lavabili-sei-nidi-via-sperimentazione-230808253734.shtml

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ANCORA NUOVO CEMENTO SULLE NOSTRE AREE VERDI

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Perchè Costruire Una Nuova SCUOLA FORESTALE (Che poi, Sara davvero Utile?) Nel VIVAIO DI SU PINU, una delle piu belle Aree verdi della città?
ESISTE recuperare CIO ‘CHE GIA’! 
Quante ex Banche, ex Ospedali, ex albergo, ex caciare , ex cooperative del latte, ex Telecom e scuole incompiute ABBIAMO?
E INVECE AVANTI, GIU ‘COL CEMENTO !!

Sette Milioni di euro e nuovo cemento. Da “La Nuova Sardegna” del 28 giugno 2014.

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L’USO CIVICO E L’USO DISTORTO DELLE NORME

In vista del Consiglio Comunale dello scorso 19 dicembre, la Lista civica Idea Comune depositato una pregiudiziale che avrebbe dovuto indurre il Consiglio a non adottare la delibera sulla presunta insussistenza del diritto di uso civico su alcune aree di Prato Sardo (Caserma dell’Esercito, Galoppatoio Ed comunale. ex Mattatoio).

Non esitammo nel definire il chiaro intento della delibera come una sclassificazione finalizzata ad un vero e proprio condono delle attività che vi si svolgono senza chiari supporti normativi ed autorizzatori, il tutto basato su una legge regionale sulla quale pendeva già un ricorso alla Corte Costituzionale.

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La norma regionale – approvata in agosto con voto bipartisan e meglio nota come “Nuovo Editto delle Chiudende” -, sulla quale tale delibera trovava, appunto, fondamento, era stata infatti già impugnata dal Governo per violazione delle competenze individuali sancite dalla Costituzione e la Corte Costituzionale con Sentenza n. 210 del 18 luglio ne ha dichiarato l’illegittimità poichè lo Stato  non può cosi “far valere la propria competenza a tutelare il paesaggio” .

Il giudizio di incostituzionalità finisce così con il travolgere anche la delibera di Consiglio adottata da una maggioranza sorda ad ogni suggerimento proveniente dalla nostra opposizione il cui unico intento era – ed è – di salvaguardare i diritti, della Città e dei suoi Cittadini.

Tutte le attività che su detta  illegittima delibera hanno, a loro volta, trovato il loro fondamento, non potranno che subire gli stessi effetti.

Chi risponderà dunque di tutto ciò?

Non possiamo dichiararci più che soddisfatti dalla sentenza della Corte Costituzionale, avendo sempre manifestato il secco “no” ad altre sottrazioni di Terre appartenenti alla collettività nuorese, ma ancora una volta constatiamo, che non solo le nostre ragioni si sono manifestate fondate, ma  che purtroppo i Cittadini – ignari di quanto deciso da chi li rappresenta in Consiglio ed in Giunta – dovranno loro malgrado farsi carico della sconsiderata azione di persone che tutto hanno dimostrato tranne che di essere dotate di normale buon senso e di tutela dei Beni Comuni.

Ora torna tutto come prima, il tentato condono è andato a vuoto, quelle Terre tornano alla collettività nuorese e ci chiediamo: con quale diritto si opera e si realizzano enormi edifici e strutture sui nostri Beni Comuni? Cos’altro si inventerà questa maggioranza per sottrarci altri diritti,?